topolino

19 maggio 2015

Nemoland 2015 (2a parte)

Non si era ancora sopita l'eco dell'ultima Nemoland organizzata -e qui prontamente riportata in un report- che subito abbiamo voluto ribadirne un'altra con un personaggio che da anni volevamo proporre.

Bruno Bozzetto.
E il nome dice già tutto.



 Il palco dell'Odeon prima dell'inizio dell'incontro.

Avevo invitato Bruno qualche anno fa, lo volevamo a Nemoland perché da anni proponevamo artisti americani e mi sembrava offensivo mostrare così poca attenzione verso le glorie nazionali, la storia dell'animazione nostrana ed una delle migliori eccellenze del nostro paese, specialmente verso un personaggio così importante.
Lui aveva gentilmente declinato l'invito mostrando una modestia senza pudore, tanto che pensavo fosse perfino esagerata se non addirittura una posa, quasi fosse più un modo di fare che reale convinzione, ma non avevo insistito.
Poi fortunatamente attraverso la nostra amicizia con l'artista Florian Satzinger -che ha realizzato un bellissimo incontro nella medesima occasione- siamo riusciti a convincerlo a venire da noi e, pare, ne sia rimasto entusiasta.
Ne siamo felici, ma noi sicuramente lo siamo di più.



Bruno Bozzetto durante l'incontro.


Da sx Luca Icacopozzi, Luca Chiarotti, Florian Satzinger, Tony Tarantini, Bruno Bozzetto, io, Francesco Mariotti, Federica Fabbri e Luca Carini.

Abbiamo trascorso un paio di giorni insieme a Bruno e sua moglie, quel tanto da condividere da amene chiacchiere a veri scambi di opinione, tanto da farsene l'idea precisa di una persona simpatica, cordiale, intelligente ed estremamente alla mano, tanto da scoprire che il suo rifiuto non era una posa, tutt'altro, era di una sincerità disarmante.
Nella sua immensa e immotivata modestia, era convinto di NON avere niente da dire ai ragazzi lui che, non essendo un virtuoso del disegno, non avrebbe potuto intrattenerli con virtuosismi grafici in rutilanti performance.
E' vero, da noi sono venuti disegnatori, animatori, character-designer che davano del "tu"a fogli e matite, e che con pochi tratti trasformavano uno spazio bianco in personaggi conosciuti e simpatici, ma tutto questo è stato niente di paragonabile alla lezione di Bozzetto.

Proprio io, che generalmente me ne sto in disparte e lascio ai miei più esperti (sull'animazione) soci il compito di descrivere, presenziare ed esporsi nelle manifestazioni, mai come in questa occasione ho sentito il dovere di dire due parole, per me indispensabili.



Il momento in cui, contrariamente al solito, ho sentito la necessità di ribadire quello che praticamente ho scritto qui, anche ai nostri studenti presenti all'Odeon.

In tutte le precedenti Nemoland abbiamo avuto rappresentanti importantissimi e provenienti sì, da paesi diversi, ma con l'unico comun denominatore di lavorare direttamente o indirettamente per case di produzioni americane (Disney, Pixar, Dreamworks, Warner Brothers): importantissime, efficienti, strutturate, all'avanguardia dal punto di vista tecnico e artistico con mezzi economici imponenti...un altro pianeta, insomma.
Tutto bello, fantastico, avveniristico e stimolante ma, nel bene o nel male, lontano un'altra galassia, un altro mondo conosciuto e con il quale per entrarne in contatto quasi bisogna mettersi la tuta e decollare con lo stesso spirito di Matthew McConaughey in Interstellar.

Bozzetto ci ha riportato semplicemente e fantasticamente a terra, ci ha finalmente ricondotto nella nostra realtà, con la semplicità delle sue parole, con la sua storia, la genialità dell'immaginazione, la sua esperienza ed il suo coraggio, ci ha mostrato che tutto è possibile, basta volerlo fortemente. 
Con l'inventiva tipica del nostro paese ha iniziato i primi passi utilizzando i pochi mezzi a disposizione ed inventandosi ciò che non poteva essere acquistato, usando mezzi d'emergenza (fantastico l'uso dell'asse da stiro come supporto), avvalendosi di compagni d'avventura geniali e motivati, coordinandoli come sa fare chi sa mantenere la rotta, ha le idee chiare e sa sopratutto cose da dire.
Ci ha ricordato che noi siamo l'Italia, e che le nostre energie vanno ricercate nell'originalità, nello spirito di adattamento, nella genialità improvvisazione, nelle motivazioni individuali, ci ha ricordato quello che siamo.
Il suo percorso è stato inimitabile e ricco di premi e soddisfazioni, ed oggi Bruno Bozzetto rappresenta una delle poche eccellenze da esportazione del nostro paese.
Da qui l'America è lontana e, talvolta, irraggiungibile, e spesso avere solo ed esclusivamente modelli così improponibili come fossero chimere, rischia di essere demotivante, rischia addirittura di annebbiare gli obbiettivi fino quasi a cancellarli, finendo per orientarsi altrove, ed è per questo che non credo di esagerare né di essere tacciato di piaggeria se oggi posso affermare che quella di Bruno Bozzetto è stata forse la più bella lezione per i nostri ragazzi delle Nemoland fin qui organizzate, una lezione di vita prima, e sopratutto un'iniezione di fiducia nel futuro, un modo per cancellare facili alibi e ricordarci che, se si vuole ottenere qualcosa, basta rimboccarsi le maniche, guardare con ottimismo verso il futuro ed avere il coraggio di affrontarlo.

Grazie Bruno!



Bruno Bozzetto con il premio "Nemoland -Legend", appena ricevuto, nella sua mano sinistra.



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