topolino

16 ottobre 2013

Il signore di Orient Express

Come una scudisciata nel volto, ho appreso della morte di Luigi Bernardi.
E paradossalmente ne sono venuto a conoscenza leggendolo nel posto meno adatto, un post su Facebook dell'amico con il quale, insieme, l'avevamo conosciuto molti anni fa.




Ecco qua, la copertina del primo numero di "Orient Express", notate la data Giugno 1982, una vita fa, è vero. Ma immaginatevi voi com'era bello iniziare l'estate con una rivista come quella, con "lo Sconosciuto" che si apprestava a vivere nuove avventure.

Allora era il fondatore e responsabile di Orient Express, una rivista di fumetti che ha influenzato il mondo del fumetto e la mia visione personale di quell'universo nei primi anni '80, ed è per questo che, invece di una foto, mi fa piacere ricordarlo con la copertina di quel numero 1, che avvertiva noi lettori del ritorno de "lo Sconosciuto" personaggio fantastico del mai compianto Magnus.

Ci siamo incrociati molte volte, talvolta scambiando anche qualche battuta, ma mai entrando in confidenza, l'unico incontro personale e diretto fu in quei primi anni ottanta insieme all'amico e collega Marcello Toninelli, avevamo un'idea per un personaggio da pubblicare, e gliela sottoponemmo andandolo a trovare in quella casetta isolata alla periferia di Bologna che era la redazione della rivista...non andò, ma restammo in ottimi rapporti, Marcello invece qualche anno dopo collaborò con un'altra sua creatura, le edizioni Granata Press.
Bernardi apparteneva a quell'esigua schiera di personaggi che riescono a vedere in prospettiva, andava oltre, era un passo avanti agli altri, lo si percepiva anche dalle poche parole che diceva quando c'era l'occasione di parlare con lui, aveva quell'ermetismo di chi sa usare le parole con parsimonia perché ne conosce esattamente il peso specifico e quindi non le spreca inutilmente.
Testimonianza della sua intelligenza sono le riviste che ha inventato e coordinato, da Orient Express a Nova Express, le edizioni come l'Isola Trovata, Glenat Italia e Granata Press, gli autori che ha scoperto e pubblicato, le collane che ha curato ed i libri che ha scritto, a tutte le cose che ha fatto ha sempre dato una forte identità ed una grande personalità, proiettandovi evidentemente la sua visione anticipatrice e personale.
E' stato curatore di collane, scrittore, traduttore e drammaturgo.

Lo stimavo molto.

Non ho altri aneddoti, ne' curiosità che mi aiutino a ricordarlo, mi rimangono soltanto tutte le immagini che mi ha aiutato a scoprire, le storie che ho amato e gli autori che ho apprezzato, sicuramente mi lascia la sensazione di un vuoto incolmabile, lo so che è una frase retorica e stra-abusata, ma non riesco a descrivere meglio la sensazione che per ogni personaggio come lui (e molti ne sono scomparsi ultimamente), non avremo mai dei degni sostituti che abbiano la personalità e le capacità di procedere nel solco segnato da loro.

Lo so, è un pensiero triste.

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