topolino

24 settembre 2012

Prometheus

Credo che ciò che affascini di Ridley Scott, sia il suo immaginario.

Non lo sapevo, ma nasce come fotografo e pittore amico di David Hockney e poi è solo più tardi che il suo estro si avvicina alla camera da presa, agli spot pubblicitari e successivamente al cinema.
Già dal suo I duellanti, film d'impianto napoleonico e avventuroso basato su un racconto di Joseph Conrad aveva fatto capire che il suo cinema sarebbe stato sopratutto visivo, uno spazio affascinante dove la luce giocava con le ombre e le atmosfere erano crepuscolari, rarefatte, nebbiose e fortemente evocative. 
Io almeno, fino a quel momento, non avevo mai visto niente di simile e ne rimasi affascinato.




Ma con Prometheus, il suo ritorno nella fantascienza dai tempi del mitico Blade Runner, almeno il sottoscritto si aspettava di più.

Il film non è brutto anzi, ha momenti interessanti, la giusta suspence e alcuni momenti di sana azione, anche se l'aspetto filosofico evoluzionistico è quello preponderante e quindi alterna momenti meditativi e interlocutori piuttosto lenti, ma  il solo fatto di essere il "prequel" di Alien, un film che è rimasto nella memoria come uno dei capostipiti del genere: un film dove la tensione, la curiosità e il mistero di qualcosa di sconosciuto ed invincibile attanagliava le viscere ingenue di spettatori non abituati a cose del genere, aveva alimentato le aspettative e le speranze dei molti appassionati che l'attendevano, e tutto questo andava sicuramente molto al di là del pur dignitoso risultato.

La colpa: azzardo, non credo sia solo del regista: va bene, si dirà che Ridley Scott è sempre Ridley Scott, ed il suo tocco è sempre magico (io sono e rimango pur sempre un suo grande estimatore), ma il fatto è che oramai di fantascienza ne abbiamo "macinata" tanta, di situazioni, ambientazioni, effetti, concept design e tutti gli ammennicoli presenti nel genere li conosciamo, li abbiamo visti e digeriti negli anni e non ci "stupiamo" più, siamo veterani dell'immaginario ed è dura propinarci qualcosa che, a tutt'oggi, ci faccia spalancare la bocca dalla meraviglia.
Neanche il 3D riesce a stupefarci, perché, almeno questa è la mia modesta constatazione, dopo la cattura della nostra attenzione sulle immagini dei primi trailers, poi l'occhio si abitua alla visione e successivamente, concentrato sulla trama com'è, si perde la magnificenza degli effetti tridimensionali e alla fine della proiezione, tra il 2D e il 3D non si percepisce la differenza di fruizione.

Non ci resta che constatare che l'unica cosa che possa ancora stupirci sono le storie con la loro bellezza e, per quanto si potrà, la loro originalità.

Però, ad onor del vero, tra i trailer visti ne ho notato uno, fantascientifico anch'esso che, neanche nel titolo si è fatto lo sforzo di cambiare...Total Recall ...ma non avevamo visto anche questo?....o no?

Appunto, come volevasi dimostrare.

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