topolino

22 luglio 2015

RIMINICOMIX

Anche se quest'anno mi ero prefissato un'estate tutta dedita al lavoro e al mare, scevra di impegni e coinvolgimenti vari in manifestazioni, viaggi e quant'altro, un invito all'ultimo momento è arrivato comunque.


 Il buon Paolo Guiducci, patron di Rimini Comix, la manifestazione riminese dedicata al cartone animato, il fumetto e l'illustrazione, in programma ogni metà di Luglio, mi ha fatto una proposta che, mio malgrado, ha stuzzicato la mia curiosità/vanità.
Avevo già partecipato diversi anni fa alla kermesse ma, per quanto simpatica, ben organizzata e tutto sommato divertente (la manifestazione inizia alle 17,00, per cui per il resto della giornata si può andare tranquillamente al mare), ma io che adoro il caldo quando la terapia perseguibile è un tuffo in mare, molto meno quando mi impone dei tour des forces sotto ombrelloni o tensostrutture a 38 gradi celsius, con il sudore che ti gocciola sul foglio e la carta che ti si attacca al braccio.
Da tempo ho rinunciato a questi supplizi, con enorme giovamento per il mio già piuttosto precario equilibrio psico-fisico.
Paolo mi aveva già invitato in anni precedenti, ma di fronte ai miei continui rifiuti, negli ultimi tempi aveva giustamente rinunciato.




Lo splendido manifesto realizzato per l'occasione da Lorenzo Mattotti.

Ma quest'anno ha avuto invece la curiosa idea di propormi come "performer" in accompagnamento al concerto di un gruppo musicale che suona musica caraibico-latina, ma con altre innumerevoli influenze (è quello che ho constatato personalmente durante lo spettacolo), il gruppo si chiama: Espana Circo Este che pare si dichiarino di origine argentina (almeno così dice la leggenda, mi ha confessato il frontman del gruppo)...non so se è vero, ma chi sono io per mettere in discussione una leggenda?
A fronte della proposta, il buon Guiducci ha confermato l'assoluta pertinenza del mio lavoro (su rivoluzione cubana e C.) all'interno del contesto musicale del gruppo ed io, che abitualmente non partecipo a manifestazioni estive, al lancio di una simile sfida (con me stesso, ovviamente), sono rimasto catturato dall'impresa.
Anche perché ognuno di noi ha piccole cose irrisolte, insicurezze che provengono da lontano, paure immotivate che hanno radici chissà dove ed io, come tutti, da anni combatto la mia personale battaglia contro la mia timidezza a colpi di "prove" atte a sgretolarne le difese, e questa lanciatami inconsapevolmente da Guiducci ha stimolato in modo inverosimile il mio orgoglio personale, ed ho così accettato di buon grado, anche se sapevo che arsura e calura insieme le avrei dovute questa volta non solo sopportare, ma me le ero perfino cercate (e non immaginate quanto...).

Ovvio che il periodo fosse, a detta degli storici della meteorologia nazionale, il più caldo degli ultimi 130 anni (cosa che a dire la verità, per un verso o per l'altro, succede molto spesso). Conferma migliore a sostegno della mia convinzione che l'Estate è meglio starsene a casa (specialmente per chi ha il mare vicino come me), non potevo trovarla.
Se sulla costa tirrenica c'era un caldo che non si percepiva almeno dal 2003, a Rimini, giovedì 16, l'umidità giocava a briscola con l'acqua corrente in un effluvio di liquidi puzzolenti e maleodoranti, che inzuppavano t-shirt, camice, mutande e costumi da cosplayers...molto numerosi e con abbigliamento ed accessori tali da risultare un insulto al buon senso, al caldo e alla vista, si sudava solo a vederli.
Rimini si è presentata in un ammasso di tensostrutture ( che al confronto l'ultima volta che c'ero stato sembrava una riunione di scout) dalle caratteristiche più disparate, e cioè piena di gabbiotti dove si servivano piadine, granite dalla più lontane provenienze, banchetti di gadgets, rivenditori di birre artigianali, t-shirts colorate, salumi e formaggi, promozione di scuole, materiale dei più vari e, pensate un po', anche fumetti....chi l'avrebbe detto?
Quello che una volta era il cuore della manifestazione era il tendone dove ancora ospitava librerie ed editori, ma era anche quello dove gli avventori (graziati dall'entrata gratis, caratteristica pressoché unica tra le manifestazioni di questo genere) transitavano velocemente degnando di sguardi distratti verso libri e giornaletti...ah, il fascino indiscreto del fumetto!
Tutto intorno ragazzi vestiti da ...tutto, come a Lucca Comics &Games ogni personaggio era rappresentato da virgulti e fanciulle di bella presenza (non sempre) ed abbigliati in modo non sempre strettamente inerente alla stagione, per cui perizoma ammiccanti si alternavano tute attillate o giubbotti pesantissimi, per cui si vedevano persone con parrucche imbarazzanti sopra volti lucidi dalla traspirazione e corpi madidi di un sudore che emanava afrori inverecondi.
L'unica mia domanda era, almeno in quel contesto: why, pourquoi, perché?...l'ho detto in lingue diverse perché è  sotto questa forma che l'affermazione ha preso corpo.


La performance (non so perché ma mi viene da definirla così) sarebbe dovuta cominciare alle 23,30, tardino in verità, ma del resto, Rimini non è la regina della notte?...e allora, perché preoccuparsi?



L'hotel National.

Sembra però, che aspettassero me.
Dopo avere trascorso un paio d'ore nella piscina del National, qualcuno mi cerca al cellulare, Marcello, il cantante del gruppo voleva vedermi anzi, a dire la verità erano quasi tutti gli altri più che lui, a desiderare di incontrarmi, perché c'era da fare il controllo della ripresa con la telecamera, il check per le luci e poi, ma solo poi, pianificare CHE COSA fare durante il concerto, anche perché disegni su Cuba e dintorni ne ho fatti a go-go ma almeno uno straccio di scaletta per sapere quali priorità ai soggetti dovevo dare.
Ma in realtà Cuba c'entrava poco, c'entrava la rivoluzione sì, ma "dell'amore", insomma, il tutto non poteva ruotare intorno alla regina del Caribè, ma si trattava di cambiamenti sociali, d'amore declinato in varie salse, insomma, si doveva pensare a qualcosa di diverso.
Così con Marcello ci siamo messi a discutere su Cosa è Come realizzarlo.
Ho scoperto così (ma in realtà io malignamente lo sospettavo già da tempo) che molti disegnatori realizzano tracce in colore giallo del disegno da fare, un colore "invisibile" alla taratura di luminosità della telecamera, per poi ripassarlo con sicurezza durante lo spettacolo.
Ora, io sono un purista, e chi mi conosce sa che amo (a proposito delle sfide...) disegnare in diretta e, possibilmente "senza rete", ne faccio un punto d'orgoglio e piccolo vanto personale, ma confesso che per l'argomento trattato e la complessità delle illustrazioni decise, anch'io mi sono fatto delle "tracce" (davvero molto labili), su cui però disegnarci successivamente. Gli argomenti avevamo stabilito fossero tre, più un quarto di riserva nel caso il pubblico avesse chiesto il bis alla fine.

Ho tralasciato i commenti sul caldo, unico vero protagonista della manifestazione, argomento catalizzatore di frasi e commenti, malesseri, imprecazioni, impulsi all'acquisto (granite, gelati e bibite di ogni specie), rimpianti per l'ozono perduto e maledizioni ai capitani d'industria che se ne fregano di produrre CO2 producendo l'effetto serra, effetto che mai come in quella serra di Rimini, ha trovato la sua reale legittimazione.
Ho incontrato amici e colleghi: Marcello Toninelli, Riccardo De Marino 
della Bonelli e Domenico Cerbone, il mio editore Mauro Paganelli, Francesco Barbieri, con ognuno di loro abbiamo scambiato quattro chiacchiere sul nostro argomento comune, argomento di cui vi lascio solo immaginare e sul quale solo noi avevamo deciso di parlare, visto che, almeno dal mio punto di vista, la percentuale maggiore dei presenti era lì per presenziare in costume o no, ad un evento estivo comunque interessante e divertente.
Io in realtà stavo aspettando il mio momento, stanco, affranto e sudato come un saldatore in agosto, contavo i minuti che mi separavano dallo spettacolo, non tanto per l'ansia, quanto per il desiderio di buttarmi a corpo morto sotto una doccia gelata.
Ho incontrato Federico Fiecconi (curatore della mostra di Laganà) e l'amico Bruno Bozzetto (che con una gentilezza infinitamente ha realizzato le foto della mia performance, con uno slancio degno di un fan) che, invitato come il sottoscritto, presenziava la rassegna di corti d'animazione che anticipava la nostra performance, ci siamo messi a fare due chiacchiere e poi mio malgrado sono stato costretto, visto lo sforare della rassegna di corti, ad andare in albergo per cambiarmi la maglietta, quella che avevo era impresentabile ed era impossibile anche solo immaginare di rimanere in quello stato.








Uno scorcio del "concerto" degli Espana Circo Este, con il sottoscritto alla...matita (ricordo che le foto sono state gentilmente realizzate da un fotografo d'eccezione: Bruno Bozzetto).

Poi, come al solito è andato tutto liscio, il tempo è volato che neanche me ne sono accorto, colpa del l'orario e forse della non numerosissima folla presente, il caldo a differenza del pomeriggio è stato sopportabile e, ad un ora barbina, abbiamo finito, chiuso ed andati a letto.
Un ringraziamento speciale alla ragazza che, attendendomi fino alla fine, su un foglietto della manifestazione mi ha richiesto una dedica, quel foglietto, passatomi da un volto sorridente e soddisfatto, è stato il migliore regalo della serata.
Abbiamo fatto anche questa.

La mattina successiva al Bagno 26 (come sapete gli stabilimenti balneari riminesi, ma non solo, hanno una numerazione progressiva, tanti sono uno accanto agli altri), e in questo, poco distante dalla manifestazione, alcuni disegnatori sono stati cooptati per fare disegni sulla spiaggia, o meglio, sotto gli ombrelloni antistanti l'arenile, con me presenti: Rosenzweigh, Pagliarani, Massimo Bonfatti ed un altro paio di colleghi di cui purtroppo mi sfugge il nome, terminata la sessione di disegni, sostanzialmente Nathan Never in tutte le salse ma, e questa mi mancava, uno SpongeBob...a questo serve mettere insieme i disegnatori in spiaggia, a fare le "veci" dei ritrattisti dei luoghi turistici, poco più di questo siamo per molti, c'è poco da fare. 

Comunque son cose che, volenti o nolenti si fanno volentieri, in fondo siamo artigiani della penna.



Con Gianluca Pagliarani e Matteo Resinanti, al Bagno 26, durante la sessione di "disegni in spiaggia".



La foto/cartellone in omaggio a Gabriele, il "Bagnino d'Italia", icona e riferimento del bagno.

Il buon e simpatico Gabriele, il "bagnino d'Italia"(campione indiscusso dello stereotipo del "gallo" romagnolo tutto muscoli, abbronzatura e simpatia), come campeggia all'ingresso del bagno, dove spicca una sua gigantografia a grandezza naturale dove chi vuole fotografarsi lo può fare sfruttando la corporatura robusta del lifeguard ma sostituendo il suo volto con il vostro, ci fa una istruttiva lezione di marketing, spiegandoci i motivi del suo successo, tutti improntati alla visibilità, l'intraprendenza e l'originalità della sue iniziative, dove anche noi spicchiamo evidentemente come strumenti di cotanta nomea... il tutto prima di servirci delle gustose linguine allo scoglio.
Poi, la mia disponibilità al disegno, viene ripagata con un lettino che mi faccio posizionare in riva al mare, giusto per poter sfruttare quei timidi refoli di venticello che asmaticamente spirano in corrispondenza del bagnasciuga per morire poco dopo.
E me rimango a rosolare al sole fino a ben oltre le 17,00.


Alla manifestazione realizzo le solite dediche per i potenziali lettori che, in altre occasioni, acquisteranno i miei volumi, si vende uno dei miei nuovi Portfolios realizzati dalle Edizioni Di, dal titolo: Nero Maccanti, dal nome del l'eroe della tetralogia di Hasta la Victoria!, e poi pianifichiamo con Riccardo e gli altri colleghi bonelliani, una cenetta tra noi, nel frattempo è arrivato anche Andrea Venturi, Marco Foderà, Davide Barzi e Fabiano Ambu.
Il resto del pomeriggio scorre senza intoppi e senza picchi, la gente transita veloce di fronte a noi, interessata a chissà cosa, da occhiate distratte ai banconi di chiunque esponga qualcosa, talvolta si ferma incuriosito da quei tizi che, come per magia, riescono a fare quei disegnini che loro non realizzano più dalle elementari...chissà aver continuato...senz'altro hanno fatto una scuola, penseranno. In fondo, che ci vuole?
Alle 21,45 ci dirigiamo da Ugo, un ristorante dirimpettaio alla manifestazione, il tavolo è prenotato, siamo parecchi, i soliti sopra citati, con l'aggiunta di Marco Grasso (un collaboratore di Fumettomania e collega dell'amico Mario Benenati) che mi consegna il catalogo di una mostra ("Sulla stessa barca") alla quale ho partecipato, Walter Trono un giovane collega, ed un altro disegnatore di cui mi sfugge il nome.






In alto con l'amico Marco Grasso, e sotto ritratto con il catalogo della mostra itinerante "Sulla stessa barca", realizzata per la sensibilizzazione al problema dei migranti.

Qui consumiamo una cena a base di pesce, parlando della crisi, del fumetto e dove ammorbo i miei interlocutori con le mie pessimistiche previsioni, bontà loro mi ascoltano, tranquilli e accondiscendenti (uno è Andrea Venturi, ma con lui non c'è gara, è buono, disponibile e così calmo che resterebbe con il suo aplomb, anche di fronte al naufragio del Titanic dopo l'annuncio che le scialuppe di salvataggio sono terminate), non so come facciano a sopportarmi, io mi sarei già mandato a cagare da quel dì', ma loro sono d'accordo con quasi tutto ed evidentemente interessa quello che ho da dire o, più probabilmente, non hanno di meglio da fare.
Non si mangia male ma il conto, in rapporto a ciò che abbiamo preso, a parer mio: è caro, dov'è andata a finire la famosa economicità della riviera romagnola? È proprio vero che ogni mito tende a svanire, nel tempo, basta avere pazienza.

La mattina del sabato parto di buon ora, vorrei fermarmi da un'amica di studi a Faenza ma temo il traffico dei fiorentini al mare, in Romagna vado contro il flusso di chi va in riviera, ma al mio rientro in Toscana sono esattamente sulla direttiva tirrenica e rischio code e rallentamenti.
Faccio un paio di giochi di prestigio e, con un po' di fortuna, riesco ad arrivare ad un orario umano, alle 15,00 ho il traghetto per l'Elba, dei nostri amici ci hanno invitato nella loro casa a Marina di Campo.
Lo so, sacrificato, direte, e poi fa anche la vittima il tapino...avete ragione, ma quello da poco passato è un fine settimana anomalo, pensate però che spurgherò tutto questo con gli interessi, perché quello che devo fare mi aspetta al varco e prima o poi me la farà pagare.

Però, nonostante tutto, io sono sempre pronto per "cogliere l'attimo"...bontà tua professor Keating, capitano, mio capitano!

Nessun commento:

Posta un commento