topolino

12 novembre 2014

BéDémania

Mancavo da quasi un anno, un anno dove ho saltato Angouleme e che, non avendo novità da proporre, me lo sono concesso come sabbatico, non frequentando perciò nessun festival e non prendendo impegni di sorta.
Fumettisticamente parlando, fino ad oggi il 2014 si può riassumere con Lucca Comics, dove sono stato più spettatore che protagonista, e BéDémania, il festival organizzato dall'amico Claude Hayoz a Corminboeuf, in Svizzera.



L'affiche della manifestazione realizzato dall'amico Thierry Martinet.


Il presidente della manifestazione Claude Hayoz.

BéDémania è un festival BD biennale, che si svolge nelle vicinanze della città di Fribourg, e in un alternanza periodica tra i due piccoli centri di Corminboeuf e Belfaux.
Questa era la mia seconda presenza, l'ultima quattro anni fa, nel 2010 e quindi si svolgeva nella stessa località, Corminboeuf appunto. In quell'occasione ero venuto con l'amico Gradimir Smudja e ci eravamo sciroppati l'intero viaggio in auto fra una chiacchiera e l'altra. Questa volta, mancando Gradimir, mi erano stati prenotati i biglietti d'aereo Pisa-Roma e Roma-Ginevra, oltre che un doppio cambio di treni da l'aeroporto a Ginevra e successivamente per Fribourg. Un po' più complesso, ma orientativamente con lo stesso dispendio di tempo.



Ami 8 e Citroen 2CV al nostro servizio. 

Alla stazione mi viene incontro una simpatica signora sorridente, Seraina (Serena in Romancio, la lingua ladina di quelle zone), che mi invita nella sua Citroen 2CV d'annata, un modello che erroneamente prendo per una Charleston e che invece non lo è, pur rimanendo affascinante, l'intero parco auto per lo spostamento degli autori dai relativi alberghi fino alla manifestazione era stato concesso a questo Club di amatori di Citroen 2CV, Dyane 6, Ami 8 e tutta una serie di auto d'epoca spettacolari e che hanno resuscitato ricordi di anni passati.





Friburgo.

Il venerdì al mio arrivo ho potuto disporre di qualche ora, e dopo essermi riposato dalla levataccia mattutina, ho deciso di farmi quattro passi, visto che quest'anno l'albergo era nelle vicinanze della stazione, e disponevo anche di una mappa della città. Bella giornata anche se con un fine pomeriggio tendente al nuvoloso, mi sono incamminato verso la stazione, alla vista del cartello della "vecchia città", deducendo che generalmente nella parte vecchia si racchiudono le bellezze più caratterizzanti delle cittadine, mi sono incamminato verso questa strada che scendeva in basso, e che andava però in una direzione che a me pareva anonima. Ho perciò deciso di chiedere un'informazione ad un ameno signore che era apparso da un edificio e che mi stava venendo incontro, mi ha detto che la direzione era quella giusta e, dovendo fare la stessa strada, ha deciso di proseguire insieme a me.
Non appena affiancatomi però, dopo avermi chiesto da dove provenivo, ha cominciato subito a darmi delucidazioni sulla zona frequentata dalle mignotte, la loro provenienza, le loro abitudini e in ultimo anche le loro tariffe che, vista la crisi però, attualmente erano perfino più convenienti di qualche anno fa...ora, è evidente che queste passeggiatrici, ubicate proprio nella parte vecchia della città,  hanno fatto pensare al tizio che la mia domanda, più che al mio interesse archeologico e storico, fosse indirizzato al sollazzo erotico, però...
Alla fine, in una ripida salita che conduceva verso il municipio e la Cattedrale, effettivamente ci sono venute incontro sull'altro lato della strada, delle signorine che non lasciavano dubbi sulle loro professionalità, una delle quali ci ha rivolto con un grande sorriso un energico quanto ammiccante saluto, io con una nonchalance imbarazzante gli ho rivolto un complimento degno "dell'uomo che non deve chiedere mai", ma che però non desse adito ad illusori riscontri lavorativi, ma poi, rivolto al mio accompagnatore, questo con un sorriso sornione mi ha detto, con una punta di malcelata soddisfazione, che l'aveva salutato perché frequentavano lo stesso bar...hai capito? 
Era lui quello che aveva salutato, pensa te.
Poi ci siamo divisi, avevo delle compere da fare e volevo guardarmi attorno, lui secondo me è rimasto molto deluso quando ha capito che non eravamo attratti dagli stessi interessi, forse avrà pensato che come italiano fossi piuttosto anomalo, del resto non è da noi peninsulari soprassedere ad occasioni così ghiotte, e magari già s'immaginava un fine serata divertente ed inaspettato.

Che delusione...dispiace aver dato una così pessima impressione del proprio paese.





Una vista dall'alto del Festival e il venerdì, durante l'inaugurazione della manifestazione.

La manifestazione si articola come sempre nelle tre giornate del venerdì dall'inaugurazione alle 18,00 fino alle 21,00 e poi il sabato e la domenica negli orari canonici. Come ogni anno un tema sotto il quale contraddistinguere mostre e tematiche, quattro anni fa erano i pirati, quest'anno l'aviazione, per cui il tutto aveva caratteristiche che ricordavano gli aeroporti, il metal detector all'entrata (finto ovviamente), una specie di mongolfiera nella palestra, divise da hostess piloti per gli organizzatori insomma, un modo simpatico per rendere originale ogni volta la kermesse.
80 autori alle dediche, oltre 200 volontari per il montaggio delle tensostrutture esterne (ospitanti il grande ristorante-bar per i visitatori, quello privato per invitati ed autori), l'organizzazione dell'evento, il trasporto degli autori, la presenza nello spazio dediche e la premurosa attenzione verso gli autori.



Vista dall'alto della palestra ospitante lo spazio per i "banchi" sui quali gli autori realizzano le loro dediche per i visitatori, ricordo che è questo il cuore di ogni manifestazione BD, la vendita di tutto il resto è collaterale.



Lele Vianello ed il sottoscritto in una delle rare pause.

Lo sparuto gruppo di italiani era composto da: Nora Moretti, Lele Vianello, Riccardo Federici (con la compagna Giulia) ed il sottoscritto, allineati come fossimo in parata a rappresentare la rispettiva nazione (gli organizzatori evidentemente avevano previsto l'apprezzamento per un'attenzione del genere), abbiamo così potuto fare dediche spesso scambiandoci battute, anche perché altre occasioni di convivialità in fondo non ce ne sono, se togliamo la colazione, il pranzo e la cena. Tuttavia, lo stare con loro, esperienza già fatta in precedenti occasioni, è stata piacevole come sempre, e lasciandoci ci siamo salutati sicuri di ritrovarci in altre manifestazioni.

La domenica mattina, prima di farsi portare alla manifestazione, io e Lele, con una consuetudine  che ci portiamo direttamente dai nostri soggiorni ad Angouleme, andiamo a fare quattro passi in una città deserta e sonnacchiosa, come lo sono tutte le città nei giorni di festa poi, in mezzo alla piazza principale, scorgiamo un gruppo di militari in rassegna, in costume simil-napoleonico, di fronte a loro un ufficiale che declama una specie di ordine di servizio e poi si mettono in marcia con tanto di fanfara composta di flauti e tamburi. Come da tradizione, da queste parti l'appartenenza ad un gruppo sociale o ad una comunità viene suggellato con riti tradizionali  e che, mai come in Svizzera, terra dalle tradizioni neutrali, pare anacronistica se fatta con uniformi e fucili imbracciati.
Manco gli Svizzeri avessero fatto tutte 'ste guerre...




La rassegna dei militari la domenica mattina, fucili e fanfare per l'ostentazione guerriera che, generalmente, non è la prima caratteristiche che ci viene in mente pensando agli svizzeri.

Alla partenza, uno degli organizzatori ha confessato che l'affluenza di pubblico, quest'anno, è stata minore delle previsioni, purtroppo la crisi evidentemente si fa sentire anche qui, e se la si fa sentire in Svizzera, signori...
Comunque l'organizzazione, la gentilezza (comunque comune a tutti i festival) e l'attenzione nei nostri riguardi è stata come sempre ottima e puntuale, è stata una bella rentrée, ne avevo bisogno, alla partenza questi viaggi mi sembrano sempre ostici perché cozzano con la mia pigrizia che, come in questo momento, mi induceva a restare per colpa di un lavoro da finire, ma la mancanza del pubblico, della dedica, dei colleghi e del piacevole riscontro che si ha incontrando i propri lettori, mi mancava da parecchio e cominciavo a sentirne la nostalgia.

Abbiamo ricominciato, bene, a Dicembre dovrebbe esserci un altro appuntamento, questa volta ricco d'italiani e sicuramente sarà più caciarone ma anche divertente.
Poi l'anno prossimo avremo il nuovo libro e si ricomincerà.
Speriamo.

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