topolino

10 settembre 2012

Trenta e non sentirli (1a Parte)

Non faccio mai di conto ma, qualche anno fa, un collega mi disse che la "carriera" nel nostro settore, si calcola da primo lavoro pagato.
Incamerai l'informazione per la curiosità che mi procurò e perché, tra l'altro, non mi ero mai posto quel tipo di problema.

Qualche giorno fa, casualmente, mi sono capitate tra le mani i due albi di Adamo, appunto, i miei primi lavori da fumettista regolarmente retribuiti, ed è in quel preciso momento che il concetto di ricorrenza mi è tornato in mente.

Quest'anno festeggio i trent'anni di carriera, scusate il ritardo ma me lo sono ricordato soltanto adesso.

L'artefice dell'inizio fu Marcello Toninelli, amico e collega che conobbi a Lucca'80 nella prima occasione in cui esposi i miei lavori in uno stand e, facendo parte del pacchetto d'acquisto dello spazio, avevo diritto ad una pagina di pubblicità del catalogo della mostra, un bel brossurato multicolore, reliquia oramai non più in uso da tempo. 
E lì, parafrasando arbitrariamente il Manzoni:"lo sciagurato mi scoprì...".

Marcello in quel periodo si dava da fare su più fronti (quello che gli permise il salto di qualità furono le sceneggiature di Zagor ) ma amava, ed ama tutt'ora, scriversi le storie, inventarsi personaggi e disegnarseli, in poche parole era ed è: un autore.



Notate i personaggi di copertina: un giovanissimo Renato Zero, e Fra' Cionfoli un fraticello cantante che aveva avuto gli onori della cronaca su un programma serale di successo, all'interno si trovavano articoli su sportivi come Herbert Prohaska centrocampista dell'Inter dell'epoca, cantanti come: Beppe Starnazza, Stefano Siani, Sheena Easton, Alberto Camerini (non ridete) e articoli sul tempo libero e cinema come voleva la "formula settimanale" di quegli anni.

All'inizio degli anni ottanta, il successo dei settimanali firmati Eura (oggi Aurea Editoriale ): Lancio Stoy e Skorpio, indusse come costume mai passato di moda, altri editori ad imitarne le "formule", nacquero così tra Full, Blitz, Gin Fizz ed altri che sicuramente dimentico, anche Adamo per i tipi dell'Editoriale Corno.




Le due storie apparse prima della chiusura del settimanale: Una coppia miliardo e L'oro del Ghana, due episodi di ambientazione simil-ecologista, spirito di un ambientalismo che cominciava a fare capolino tra le idee delle nuove generazioni.

E su Adamo Marcello, sulla sceneggiatura di certa Mariani, disegnava la serie: "I Ragazzi di Stoner", gruppo di sedicenti studenti pseudo-investigatori, capitanati dal professore Stoner, appunto. I volti dei protagonisti erano quelli dei cantanti e personaggi in voga in quel periodo i cantanti Alan Sorrenti e Angelo Branduardi, la mai compianta Stefania Rotolo ed il professore, il regista Nanni Loy, che ce volete fa', ci si divertiva con poco.
La serie non era niente di che, ma non si guardava tanto per il sottile, e poi l'esperienza era esperienza.
Marcello non ce la faceva a districarsi tra le cose da fare, aveva altre sceneggiature e disegnava anche una serie tutta sua: Sonny Sold (mi pare), vistomi sul catalogo e apprezzando stile e lavori, mi contattò, ed io, ancora studente, accettai di buon grado di fargli le matite.




La copertina della rivista, con un accattivante sorriso che, a dispetto del tempo trascorso e di una tecnica un po' datata, potrebbe funzionare ancora oggi, e sotto una tavola della mia storia: Una giornata particolare, di chiara ambientazione futuristico-poliziesca virata al "noir", di chiara influenza "moebiusiana".

In realtà non era la mia prima pubblicazione, la prima in assoluto era stata una pubblicazione uscita qualche anno prima in occasione di una Prato Comics, organizzata in uno dei primi centri commerciali dell'epoca: Pratilia.
Si chiamava Hidrogeno ed insieme a me esordiva un certo Luca Boschi, Emo Risaliti e Alessandro Sisti, il tutto ad opera di tal Stefano Bartolomei, amico che ancora oggi si districa nel complesso settore del "fumetto" organizzando mostre ed incontri e vendendo fumetti.

La corsa ormai iniziata non finì qui, ed il sodalizio con Toninelli continuò, in special modo dopo di che mi trasferii a Milano ....

(alla prossima puntata)

4 commenti:

  1. Che forte vedere i tuoi primi lavori, Stefano. 30 anni? 30 anni di fumetti sono parecchi davvero ;)

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  2. Vabbè, ma no esageriamo eh? ...ero un pischello....

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  3. Sì, ma si fanno sentire i trent'anni! :-)
    Infatti, per quello che riguarda "l'ispirazione" dei protagonisti del professor Stoner, ne hai imbroccati solo due su quattro! La memoria non è più quella di una volta, eh? Scherzi a parte, e solo per ripristinare la verità storica, dopo Sorrenti e Branduardi, gli altri "ispiratori" erano in realtà nientemeno che Spencer Tracy e Deborah Harry, cantante dei Blondie e attrice. Anche se l'ispirazione era molto blanda, più caratteriale che fisico-fotografica, e dunque la riconoscibilità difficile... specialmente dopo trent'anni.
    Attendo con piacere le prossime puntate di questa piccola biografia personale che, volente o nolente, mi vede coinvolto in più d'un passaggio!

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  4. Non fare il furbo ... non si fanno sentire affatto!
    Io sono stato sempre convinto che i personaggi fossero quelli da me dichiarati (ma dove l'hai visto Spencer Tracy, che non gli somiglia per niente, sei sicuro che non sia a te che la memoria fa difetto?), magari, conoscendomi, è probabile che li abbia trasformati anche autonomamente...figurati, ad esempio, che la mia convinzione che la ragazza fosse la Rotolo l'ho sempre trovata così carina (forse perché scomparve prematuramente), che è possibile che l'abbia fatta mia più per tenerezza che per amore di verità...."si fa sentire", ma pensa te!!
    Comunque non ci saranno altre puntate, ma solo una, mica ho intenzione di raccontare tutta la mia carriera, mi sembrava simpatico ricordare solo quegli inizi, pionieristici e così carichi d'entusiasmo.

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