topolino

13 febbraio 2012

All at once...


Sono andato a riprenderla, nascosta tra i contenitori delle cassette audio, obsolete machine music che non si usano più, anche perchè mangianastri non se ne producono, per cui anche volendo...

Avevo bisogno di ricordare:

You give good love
Thinking about you
Someone for me
Saving all my love for you
Nobody loves me like you do
How will I know
All at once
Take good care of my heart
Greatest love of all
Hold me

In copertina una giovane e bellissima nera con i capelli tirati all'indietro, con l'austerita e la fierezza di una principessa amazzone (e ne so qualcosa, visto quello che sto disegnando da mesi), come titolo soltanto il suo nome.
Era del tutto sufficiente.
L'album era uno di quelli che non ti fanno rimpiangere neanche la plastica della confezione, tutte le canzoni erano bellissime, scritte e realizzate per quella voce nuova, limpida e cristallina, si diceva cresciuta nelle atmosfere dei cori gospel e di nobili origini musicali.

Lavoravo nello studio di uno stilista di moda in via Bigli, nel così detto quadrilatero della moda milanese, quello che un tempo era lo spazio all'interno del quale si pensava, creava e vendeva la moda di grido italiana. Un tempo lontano, fatto di yuppies, benessere di ritorno e rampantismi che avrebbero cominciato a fare i primi guasti e che avremmo scontato negli anni a seguire, ma era comunque un bel vivere.
Era appena l'inizio.
Cominciavo ad avere sempre di più le idee chiare, anche se il panorama non era del tutto nitido.
Ma avrei capito più tardi.

Le musiche erano quelle dei Phil Collins, Eurythmics, Brian Ferry, Al Jarreau, Joe Cocker e lei, che con la sua voce abbagliò chi la ascoltava, e per quel lungo periodo fu la colonna sonora della mia vita.
Indimenticabile.

La musica non è fatta solo di note ed arrangiamenti, ma si ritaglia con le sue atmosfere un pezzo delle nostre vite, ci si incunea e ne diventa la padrona assoluta, e al richiamo di un ritmo non senti soltanto le note rimbalzare, ma sono i tuoi ricordi che si svegliano dal torpore e come novelli teatranti ti fanno rivivere quei momenti, i profumi e le emozioni come se tutto fosse accaduto ieri.

All at once è stato un periodo della mia vita, bello ed entusiasmante perchè immaginavi un futuro che speravi pieno di aspettative e di sogni da realizzare e Withney Houston è stata la madrina che ha accompagnato quei momenti con l'armonia della sua musica e la melodia della sua voce.

Il bello è che da lì, da quel pezzo di vita, non se ne andrà mai.

1 commento:

  1. sottoscrivo ogni parola: Whitney mi ha accompagnato per molti anni, la sua musica si è fusa con la mia vita e non se ne andrà più via

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