topolino

2 settembre 2011

Festival BD di Solliès-Ville....







Sono rientrato, alla fine.

Tre giorni di dediche ed incontri in una piacevolissima cittadina sulle colline interne di Tolone, sotto il caldo sole di fine Agosto (l'unico deterrente per la partecipazione ai festival estivi), insieme ad amici e a star internazionali del firmemento della BD e dei Comics, noi ci sentivamo piccoli, piccoli ma ci siamo fatti onore.


Solliès-Ville ha la particolarità ogni anno di invitare i nomi più importanti della BD francese e del gotha fumettistico mondiale e, probabilmente complice il periodo e la località, ricordo che siamo tra la Costa Azzurra e la Provenza in uno di quei paesini arrampicati sulle colline francesi debitore dello stereotipo française ad uso hollywoodiano, per cui accettano tutti di buon grado e anche quest'anno, come i precedenti, ti può capitare di mangiare in compagnia di
Hermann, sederti e gustarti il dessert con Joe Pinelli, conversare con Entico Marini, fare due parole con il piatto in mano insieme a Baru, mentre accanto ti passano Art Spiegelman e Joe Sacco. L'elenco sarebbe interminabile ma io, per i fanatici del fumetto, vi cito anzi, devo citare i più importanti (e non me ne vorranno gli altri che potrete andarvi a vedere sul sito della manifestazione), oltre ai già detti: Christophe Arleston, Barbara Canepa, Jean-Pierre Gibrat, Juanjo Guarnido, André Juillard, Emmanuel Lepage, Jacques de Loustal, Michel Plessix, Ptiluc, Tony Sandoval, Lewis Trondheim... e molti altri ancora.

Certo, direte voi (e me lo son detto anche io), ma io che ci facevo?


Fatto sta che c'ero, e mi sono goduto la compagnia dell'amico Gradimir Smudja, di Max Frezzato, la moglie, la bellissima figlia Luna e Michel (il mio editore) e la simpatica moglie Josephine, il tutto sempre condito di dediche e disegni tout court, cene a base di terrine, cozze cucinate alla provenzale e ottimo vino.

Il clima è stato, ma mi hanno confermato che è sempre così, molto rilassato, una sorta di incontro tra amici...per loro, per me, neofita e ultimo arrivato, ne converrete, c'è stato quel minimo di convenzionale imbarazzo di chi si sente straniero in terra straniera, anche se certi straneamenti svaniscono presto non appena ti metti a parlare con un collega simpatico e disponibile.


Potrei parlarvi del pranzo fatto sul mare preceduto dal un bagno ristoratore prima del convivio, un localino a ridosso della spiaggia di una baia non troppo lontana da Saint Tropez, dalla cena nel parco della Domaine de la Castille, a base di
paella riccamente guarnita e splendidamente cucinata in una enorme padella sotto il fresco dei giganteschi eucalipti, condito con l'ottimo vino prodotto dalla tenuta stessa.

Invece vi parlerò di altro.


Di come, nel tempo, quasi ogni situazione vada verso una normalizzazione preoccupante, si avvii verso il consueto andamento e appiattimento delle cose, quella maledetta routine che si innesca all'interno di certi meccanismi quando questi si ripetono non solo con periodicità, ma anche con una cronologia di atti, comportamenti e modi sempre simili.
Ti diverti, ma sembra un film già visto, ed il tuo apprezzamento per quanto genuino e sincero, porta con sè il germe della consuetudine e anzi, quello che all'inizio di sembrava uno splendido lungometraggio degno del buio della sala, adesso ti sembra una serie tv, con grandi interpreti ed un plot interessante, ma il tutto legato inevitabilmente ad una serialità che ne perpetra i meccanismi da consumarsi seduti sul divano di casa.


Il bello delle cose è il mistero, il sapore vero della vita è l'ignoto, l'inconsapevolezza di quello che puoi trovare, l'oscurità che avvolge la tua immaginazione prima di conoscere quello che vedrai, e tutto questo si può trovare, se abbiamo fortuna, solo nell'imprevidibilità degli avvenimenti.

E adesso che vi ho ammansito con queste perle di inestimabile valore, posso anche ritirarmi nelle mie private stanze, anche se l'avventura non è ancora finita....




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