topolino

22 luglio 2011

La prima cosa che mi viene in mente...


Non vorrei farla pallosa o prenderla troppo alla lontana, ma viviamo un epoca in cui alcuni valori sono affondati nell'oblio sostituiti da ben altre necessità, tutte rivolte ad un edonismo sempre più ingombrante ed imperante, ed anche il lavoro, quando c'è (perchè in questo periodo è già confortante averlo), oramai oltre che la funzione del sostentamento o è remunerativo e concede visibilità, fama e prestigio, o deve lasciare il passo ad altre passioni da coltivare in altre sedi.

Una volta noblitava, adesso meno, pare.

Il mio no, non dico che nobiliti, lo fa come ogni altro lavoro e come ongi altro lavoro ti chiede dei sacrifici, ma ti concede anche piccoli attimi di felicità, quando scopri come nel testo che allego qua sotto (ovviamente epurato da particolari privati), che hai reso felice qualcun altro, che sei andato a smuovere la sua emotività, hai fatto vibrare le corde delle sue emozioni più intime e, se te lo scrive, allora vuol dire che davvero hai oltrepassato perfino la soglia del suo pudore, e sei andato ben oltre.

Non esiste nessun altro compenso che questo, nessun'altra ricchezza che possa ripagarti di una soddisfazione del genere, ed è a questo che credo aspirino le decine e decine di ragazzi che, nonostante il mondo vada verso l'animazione 3D, l'effetto speciale e videogames talmente avveniristici da fare impallidire quelle piccole vignette stampate su un foglio, hanno ancora voglia di scrivere e disegnare fumetti, con tutte le inevitabili difficoltà che oramai si incontrano per cercare di trasformare questa passione in un lavoro.

Ho pensato molto se inserire questo messaggio all'interno del mio blog rendendolo pubblico, la mia ritrosia nel palesare certe cose mi imponeva di non farlo, ma siccome credo sia una convincente spiegazione del perchè, nonostante i molti sacrifici ci ostiniamo a voler continuare a raccontare "storie per immagini", ho forzato la mia riluttanza, e questo è il testo:

.....

La prima cosa che mi viene in mente di dirti è un grazie sincero, perché essendo un magazziniere e mia moglie un’operaia non mi è economicamente possibile andare spesso a Cuba e finora ci siamo stati solo in viaggio di nozze , quindi poter leggere e guardare i tuoi disegni è stato come essere là, con la stessa atmosfera che solo la perla del Caribe sa trasmettere.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico sono rimasto davvero affascinato dal tuo tratto e dalla ricerca dei particolari tanto che quasi in ogni pagina,opo averla letta, mi soffermavo a rimirare i tuoi disegni. Anche l’uso dei colori rendeva pienamente quell’idea romantica e decadente che ho di Cuba.

Sei riuscito ad incastonare la trama nel contesto storico rendendola assolutamente credibile con qualche colpo di genio come l’aver fatto guidare a Nero il Bulldozer che divelse le rotaie a Santa Clara.

La figura di Nero invece sembra fatta apposta per far innamorare chi ama l’avventura ma non si riconosce in schemi o sistemi e sogna un giustizia per l’uomo con la U maiuscola.

Di certo vedendolo muoversi nella storia non può non venire in mente il marinaio più famoso del mondo dei fumetti con qualche rimando anche ad un’antieroe come Mister No.

Anche la figura di De Oliveira incarna bene l’idea dell’uomo di pensiero che per necessità deve passare all’azione anche andando contro la propria natura.

Non essendo un romanziere spero di essere riuscito in queste poche righe a esprimerti tutta la mia ammirazione e il rapimento che ho provato nel leggere i tuoi 4 volumi,spero presto di poter incrociare il tuo lavoro e ti confido una speranza : sarebbe bello, visto le tue capacità di sviluppare una storia ,se un giorno ti cimentassi nel raccontare la guerra partigiana in Italia,che come immaginerai mi sta a cuore come la Revolution.

Sono in giorni come questo che capisco il perchè ho sempre desiderato fare fumetti.


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