topolino

23 maggio 2011

Et voilà....






Eh sì, siamo ritornati dopo un long week-end a Puteaux, come si potrebbe definire? Banlieu, direi di no, una sorta di quartiere accostato a Parigi.

Che dire? Le solite cose, organizzazione perfetta, ottima affluenza di visitatori (entrata gratuita), ampio coinvolgimento di scuole e bambini, il tutto inserito all'interno dei locali della splendida Mèdiathèque, la mediateca (?)....struttura che da noi generalmente si riduce alla sola Biblioteca, oltre che circa una sessantina di autori, con nomi importanti come Derib, Hermann, Sobral, Jarry (inclusi i due simpatici italiani Paolo Deplano e Nora Moretti), e molti altri della Soleil, casa editrice con molte testate "fantasy", genere portante che era anche il fil-rouge (per dirla alla francese) dell'intera manifestazione.

Puteaux si trova a pochi minuti dalla Defènse, il nuovo grande ed avveniristico centro direzionale visibile in lontananza da "Place de l'Etoile", dove inevitabilmente siamo andati a fare quattro passi per poterselo godere da vicino visto che, appunto, lo avevamo sempre intravisto tra le brume della piana parigina.
L'intero agglomerato però, il sabato mattina è solamente un brullo territorio turistico, perchè è desertico come l'africa sub-sahariana, i locali sono chiusi, gli esercizi pubblici pure....unico conforto è la possibilità di vedere e misurare le splendide proporzioni architettoniche senza il brulichìo incessante dei piedoni sottostanti.
Una ulteriore dimostrazione di "grandeur" francese, e che noi italiani possiamo solo ammirare.

Sabato sera tutti a cena sul barcone solcando la Senna e ammirando Parigi negli splendidi colori che da luminosi e brillanti del giorno si tuffano in quelli notturni, il tutto mangiando "fois gras" e bevendo bianco di Bordeaux (e non è tanto per dire)... e poi lo so che dirò una banalità che potrei risparmarmi, ma Parigi ha un fascino tutto suo
anche se sono innumerevoli volte che l'hai visitata, e tanto più vedendo sulle rive del fiume centinaia di ragazzi che si godevano il tramonto mangiando al sacco ed ascoltando lo sciabordio dell'acqua.

Tutto questo ovviamente inframezzato da decine e decine di dedicacés fatte dal venerdì alla domenica, tanto per sottolineare che non eravamo là a "pettinare le bambole", ed il tutto è stato ampiamente meritato, cari miei!

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