topolino

10 agosto 2011

Senza acqua.


Ho d'abitudine fare del jogging con una discreta frequenza, non tanto per snellire fianchi e obesità, quanto per cercare di bilanciare ad un lavoro forzatamente sedentario.
Tanto per fare delle precisazioni.
D'Estate passo all'orario mattutino, mi alzo molto presto, faccio jogging, rientro e poi mi metto a lavorare.

Lunedì era uno di quei giorni.

Tutto è andato come sempre, se non fosse per un clima limaccioso ed umido, ereditato dal giorno precedente battuto da uno scirocco uggioso, con un'aria che ti si appiccica addosso bagnandoti ogni cosa possibile ed immaginabile.
Nessun problema, se c'è una cosa bella nelle pratiche sportive è il regalo finale, la rigeneratrice del fisico, colei che spazza la fatica ritemprandoti e infondendoti nuova energia: la doccia!
Bello, vero?

Ma oggi, appena arrivato, all'apertura del rubinetto ne è uscito solo un filo d'acqua, un esile e desolante rigagnolo d'acqua con cui, a stento, avrei potuto lavarmi i denti...questo nel piano basso, perchè sopra, di acqua, neanche l'ombra.
Il panico.
La sola idea di rimanere così com'ero, sudaticcio e appiccicoso mi ha terrorizzato.
-Proprio oggi!- mi son detto, ma domani sarebbe stata la stessa cosa.

Basta niente.

Basta un semplice guasto per mettere in crisi le nostre certezze, la privazione dell'acqua, un guasto all'energia elettrica, un black-out qualsiasi è in grado di sconvolgere le nostre vite, e le sconvolge tanto di più quando le colpisce nei nostri gesti quotidiani, nelle consuetudini che diamo per certezze, ma che certezze non sono.
Basterà un virus informatico per mettere in ginocchio: paesi, città, nazioni, stati e civiltà intere, quello che non potranno fare le bombe lo potrà fare l'astuzia di un trojan che riuscirà a bloccare i centri nevralgici che regolano le centrali ed i servizi di cui abbiamo bisogno.

Apriamo un rubinetto e diamo per scontato che ne esca l'acqua, e per questo non diamo più valore all'acqua, premiamo un interruttore ed è normale che si accenda una lampadina, premiamo un tasto e si accende il computer, caspita! è ovvio; e quanto più complessa si fa la nostra vita, tanto più diventa dipendente dalle cose, al punto che andiamo in crisi se non riusciamo a connettersi ad internet, ad esempio, e subito ci irritiamo perchè la nostra dose quotidiana di web (spesso tanto frequente quanto inutile) ci è preclusa.
Alcune cose poi, più sono inutili e più ci sembrano indispensabili.
Siamo diventati schiavi delle nostre comodità, ma non solo, neanche percepiamo più il loro valore se non quando ne siamo privati, per carità, non voglio dire che ad ogni accensione di un interruttore dobbiamo stupirci del "miracolo" della luce, ma almeno dovremmo avere maggior rispetto dell'energia di cui abbiamo bisogno, degli sforzi e delle risorse che dobbiamo usare per averle, quello sì, non credete?
Certo, lo sapevamo anche quando la doccia funzionava, ma certe occasioni possono aiutare.

Per la cronaca: dopo un paio di ore (di sofferenza, vi garantisco), sono riuscito a fare shampoo e doccia con la metà dell'acqua abituale, e con la paura che un nuovo blocco mi lasciasse lì, instupidito e completamente insaponato.
Non è successo.
Sono rinato.

Adesso sono qui, a smanettare sul computer, come sempre, alla sua accenzione ho avuto un'esitazione, poi si è illuminato.
Meno male.
Anche per oggi siamo salvi.






4 commenti:

  1. Si vede che non vivi in un telefilm americano. In Falling Skies (e faccio soltanto l'ultimo esempio di una lunga lista) la popolazione terrestre è invasa, soggiogata e braccata dagli ALIENI...ma i protagonisti continuano ad essere PETTINATISSIMI, PHONATISSIMI e (le donne) affighettatissime... Sì...insomma...con quel tocco leggero di vago disordine televisivo (che so...un capello arruffato a modino! TO'!). Noi evidentemente NON siamo al loro livello...e basta una giornata senza acqua per abbruttirci....fisicamente e mentalmente... °____°

    RispondiElimina
  2. No, è evidente che non vivo in un telefilm.
    Senza le cose adatte non riesco ad essere "a modino", ma in quel frangente mi sarei anche accontentato di molto meno, e cioè di una semplice doccia.
    Aaahh, senza le nostre comodità, cosa siamo....

    RispondiElimina
  3. potevi andare a farti la doccia dall'edicolante con le belle tette.chissà....

    RispondiElimina
  4. Buona idea....ma l'acqua non era disponibile ovunque, non avrebbe cambiato niente...ma resta comunque una buona idea.

    RispondiElimina