topolino

16 gennaio 2011

HEREAFTER by Clint


Altra incurisone al cinema, sempre più raramente ahimè!, per fortuna che evidentemente seleziono bene le mie scelte, non so...

Io adoro da sempre Clint Eastwood, sarò che sono cresciuto con i suoi western, prima quelli nostrani conditi col sugo all'italiana, poi quelli sempre più crepuscolari, l'ho seguito anche nei film polizieschi via, via sempre più impegnati socialmente, fino agli ultimi, dove in qualsiasi argomento venga trattato, emergono le sue capacità narrative, le sue sensibilità mai immaginate in uno che con tanta disinvoltura aveva impugnato pistole di ogni calibro facendo fuori i nemici senza troppi rimpianti.
Da non credere.

Hereafter è un film che mi rimarrà dentro, non so per quale motivo, per l'intensità delle interpretazioni, per la leggerezza con cui ci si è accostati all'argomento e per la visione laica con cui è stato trattato, per la sconvolgente bellezza di Cècile de France, per l'intreccio delle storie tessendo la trama proprio nel modo come piacciono a me, per la dolcezza mai mielosa con cui il dolore è trattato senza enfasi e senza inutile retorica.

Una possibile spiegazione a questo rendimento così incredibile da parte di un regista che non sbaglia più un film e realizza un capolavoro dietro l'altro, mi è sembrato di riscontrarla leggendo una intervista all'attrice protagonista, mi ha colpito una sua considerazione, referendosi alla sua esperienza nel lavorare con Eastwood ha detto di lui: "si percepisce che è un uomo pacificato con il proprio ego"...non so, ma io l'ho trovato una descrizione incredibilmente chiarificatrice. Un creativo sa (chi più chi meno), che nel lavoro, nella sua vita, nelle sue relazioni con il pubblico deve fare i conti continuamente con quella parte di sè stesso che reclama attenzioni, successo e credibilità, quell'egocentrismo che lo rende spesso insopportabile e che, in certi casi, gli mina la serenità dei propri rapporti, togliendoli talvolta anche molte energie.
ed Eastwood, alla sua età, ha superato tutte queste ansie, le proprie paure, e lavora con la pace di chi sa che non deve dimostrare più niente a nessuno.

Si sa che l'intensità di certe emozioni spesso assumono un valore particolare perchè vanno ad incastrarsi in periodi in cui evidentemente siamo più sensibili, più ricettivi, per cui il motivo scatenante da cui hanno origine assume un valore che oltrepassa, talvolta, i meriti propri. Non so se la visione di questo film sottostà ad un'analisi del genere, di certo Clint Eastwood è diventato un gigante del cinema e, sinceramente, dal poncho alla colt, il passo è stato enorme.

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