topolino

19 novembre 2010

Una giornata particolare ...con Gianni Minà



Glielo doveva da tempo, avevo promesso a lui e alla moglie Loredana che gli avrei portato personalmente l'ultimo volume della mia fatica "cubana" e, nonostante lo slalom tra gli impegni sia sempre una prova degna della Coppa del Mondo, ci sono riuscito.

In questi casi, al di là del timore che va oltre il pericolo dell'invadenza, non si sa mai come certi incontri possono risolversi, magari con un semplice scambio di convenevoli, parole gentili sì, ma di circostanza, convenzionali gesti ma scanditi da un timore reverenziale (il mio) contrapposto ad una fugace gentilezza.
Non è andata così.

Per fortuna.

E' andata come doveva andare, e cioè come, impudentemente me l'ero immaginata: cordiale e simpatica, un'amabile conversazione tout court tra vecchi amici che hanno qualcosa da dirsi...lo so, può sembrare presuntuoso, ma è andata così.
Sarà stata la complicità di un'atmosfera conciliante, vuoi la comunanza di interessi e visioni, ma per oltre due ore abbiamo parlato tra noi come se ci conoscessimo da sempre.
Il merito non è mio, ovviamente. Loredana è una conversatrice tanto simpatica quanto inteligente e conciliante, Gianni, inutile dirlo, una voce da ascoltare.

Mi fermo qui, aggiungere altro potrebbe inquinare di retorica un pomeriggio che è stato ben altro, importante per me e piacevole, almeno spero, per loro.

Un pensiero però dovete concedermelo: incontrare un personaggio come Gianni Minà, che per qualli della mia generazione ha rappresentato non solo un periodo storico ben preciso, un'icona dell'informazione moderna, l'intervistatore e amico di importanti personaggi della nostra epoca oltre che l'inventore di un modo nuovo di fare giornalismo e televisione, è anche la presa di coscienza della sconfitta dei nostri tempi, la consapevolezza della povetà della realtà che stiamo vivendo.
Una realtà fatta di personaggi improvvisati, giornalisti prezzolati che hanno dimenticato l'etica del proprio lavoro, la vacuità di pupazzi televisivi inconsistenti, l'incapacità di saper leggere le miserie che quotidianamente viviamo senza testimoni che ne sappiano cogliere le particolarità, e siano così bravi da raccontarcele con divertimento, ironia e sagacia.

Incontrarlo è stato anche questo, ma sono stato fortunato, io l'ho conosciuto.

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